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Claudia Agnini. Paleoclima: quando la terra non aveva le calotte polari

 

La missione Expedition 371 del consorzio internazionale (USA – Giappone - Europa) per la perforazione dei fondali oceanici, ha avuto un duplice scopo scientifico: studiare la tettonica delle placche a largo della Nuova Zelanda e risolvere un enigma paleoclimatico.

Con perforazioni h24 della crosta terreste, si sono raggiunti da 2.500 ai 4.500 di profondità recuperando 4-5.000 metri di carotaggi di sedimento che, studiati e datati a bordo, sono stati stoccati in particolari magazzini  e poi sottoposti a esami mirati per determinare la composizione mineralogica, quella chimica delle acque imprigionate nel sedimento, dei minerali presenti e le loro proprietà fisiche confrontando gli esiti paleontologici, sedimentologici, stratigrafici, geochimici e geofisici.

La missione ha evidenziato che la zona presa in esame durante l’Eocene inferiore, 50 milioni di anni fa, fu teatro di una importantissima fase di subduzione che ha causato il cambiamento di direzione dell’immensa placca pacifica.

Per quel che riguarda l’enigma paleoclimatico, durante lo stesso intervallo di tempo, la Terra viveva il periodo più caldo del Cenozoico, cioè degli ultimi 66 milioni di anni, tanto che le calotte polari non esistevano.

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Claudia Agnini. Paleoclima: quando la terra non aveva le calotte polari

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