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4 luglio, appuntamento con Giove. Dopo 5 anni Juno entra nell`orbita. Con tanta tecnologia italiana

Giove e Juno (Giunone). Nella mitologia romana erano marito e moglie e lei era l’unica che potesse vedere il male del coniuge quando decideva di nasconderlo con un velo di nubi. Oggi Juno è una sonda spaziale, il cui nome, oltre ad ispirarsi al mito, vuol dire Jupiter near-polar Orbiter (Orbiter nei pressi dei poli di Giove). Viaggia da 5 anni (è partita il 5 agosto del 2011) e il 4 luglio entrerà nell’orbita del gigante del Sistema solare, per raccogliere il maggior numero di informazioni prima di finire bruciata nell’atmosfera esterna del Pianeta, nel 2017. Se la missione riuscirà, le informazioni permetteranno agli scienziati di ottenere, per la prima volta, un quadro completo di Giove.

La sonda Juno rientra nel programma New Frontiers della NASA. L’Italia collabora alla missione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Juno è alimentata da pannelli solari lunghi 9 metri ognuno con 18.698 celle al posto di un generatore nucleare. Due dei 10 strumenti presenti sono italiani: lo spettrometro a infrarossi Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo - Finmeccanica e del quale è responsabile scientifico l’Inaf, e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator), costruito dalla da Thales Alenia Space Italia, del quale è responsabile scientifico Luciano Iess, dell’università Sapienza di Roma.
Le tecnologie italiane servono a studiare le forti aurore polari, la forza di gravità e l'origine del campo magnetico, l'atmosfera più esterna e la sua quantità di acqua.

La sonda si muove ad una velocità di circa 60.000 miglia all'ora, circa 26,9 km al secondo, rispetto alla Terra. Sta viaggiando a circa 15.000 miglia all'ora, 6,7 chilometri al secondo, rispetto al Sole, e a circa 13.000 miglia all'ora, 6 chilometri al secondo, rispetto a Giove. Dopo il 4 luglio, una volta entrata nell’orbita di Giove, la sonda ci girerà intorno più di 30 volte nell'arco di 12 mesi avendo 11 giorni di tempo per completare ogni orbita.

Il veicolo spaziale è dotato di una fotocamera a colori chiamata JunoCam, che invierà le prime immagini dettagliate dei colori vivaci di Giove.
Una delle peculiarità del pianeta gigante è quella di essere circondato da un forte campo di radiazioni. Juno entrerà in questo ambiente e nel corso dell'anno di studio sarà sottoposta a radiazioni pari a più di 100 milioni di radiografie, secondo la NASA. Al fine di sopportare queste enorme quantitativo di radiazioni, gli strumenti all'interno della sonda sono protetti da un caveau di titanio che riduce l'intensità delle radiazioni di 800 volte.
 

Il servizio video è di Davide Coero Borga, per Inaf Tv 

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