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Check up conservativo ai siti archeologici. L`Enea avvia un monitoraggio. Si parte da Pompei

A Pompei è partita una nuova campagna di monitoraggio condotta dal team di ricercatori dell'Enea per controllare lo stato di salute delle strutture in cemento armato, legno e acciaio della Villa dei Misteri. Si tratta di strutture che hanno ormai raggiunto 50 d'età, in quanto costruite nel secolo scorso per proteggere la famosissima domus.

Il controllo, spiega l'Enea, si è reso necessario perché dai primi controlli sono emerse criticità legate alla pesantezza dei materiali utilizzati, infiltrazioni d'acqua e vibrazioni ambientali, per sismicità e vicinanza con la ferrovia. In realtà un primo allarme era già scattato quattro anni fa, con il cedimento di una grossa trave in legno dalla copertura del cortile interno della casa.

Il monitoraggio viene eseguito da un team con specialisti provenienti dai centri Enea di Bologna, Brasimone (Bo) e Casaccia (Roma).
«Ci siamo concentrati sulla sala degli affreschi e sulla copertura dell'atrio adiacente alla sala stessa - spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca dell'Enea - e abbiamo messo a punto una sofisticata modellazione matematica che ci permetterà di valutare la vulnerabilità di questo luogo sottoposto a continue vibrazioni per la vicinanza alla linea ferroviaria e la sismicità di quest'area».

Questa campagna non resterà un caso isolato. Nelle aree di Pompei, Ercolano, Stabia e Boscoreale ci sono infatti almeno una decina di domus con coperture in cemento armato risalenti agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. «Il problema della sicurezza e della conservazione di queste strutture nelle aree archeologiche è vastissimo sia in Italia che nel mondo - ricorda Carpani -. Solo nel nostro Paese ne sono state censite oltre 200 in 130 siti. Con il lavoro che stiamo svolgendo a Villa dei Misteri puntiamo a realizzare il primo modello di monitoraggio e diagnosi che potrà essere applicato ad altre domus con tipologie simili di copertura».
 

Il video è prodotto da ENEA CHANNEL e curato da Stefania Marconi e Francesco Paradiso

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