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Dal farro selvatico al grano duro. Studio italiano fa luce sull`evoluzione del frumento nella storia

 Dal farro selvatico al grano duro. Studio italiano fa luce sull`evoluzione del frumento nella storia

In principio c'era soltanto il farro selvatico, poi è arrivato quello coltivato e infine il grano duro,  più facile da raccogliere e utilizzato ancora oggi per la pasta e il couscous. La storia e l'evoluzione del frumento, iniziata nell'Eta' del Bronzo (12 mila anni fa) nel Mediterraneo, è descritta nello studio di un gruppo di ricerca italiano coordinato da Roberto Papa, dell'Universita' Politecnica delle Marche

Grazie ad un sistema sviluppato al Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura), che consente di analizzare diversi tipi di molecole insieme, come acidi grassi, zuccheri e aminoacidi, i genetisti hanno analizzato 51 diverse varietà di semi di grano duro, farro e farro selvatico, provenienti da posti diversi, identificando due passaggi cruciali, che mostrano le tracce della selezione operata dall'uomo nelle coltivazioni.

Il primo passaggio risale a 12.000 anni fa, nel Neolitico, quando avvenne il passaggio dal farro selvatico a quello coltivato, in cui c'e' stata una riduzione degli acidi grassi e sono andate perse molte varianti genetiche rimaste nelle forme selvatiche. Il secondo passaggio, avvenuto circa 2000 anni dopo,  è stato dal farro al grano duro.  In questa seconda fase i ricercatori hanno notato un cambiamento nel metabolismo degli aminoacidi, forse, è l'ipotesi dei ricercatori, perché il frumento e' stato coltivato in ambienti diversi, più ricchi di azoto.

La ricerca è pubblicata sulla rivista Molecular Biology and Evolution.

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