Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Speciale Galileo Galilei

Galileo Galilei (Pisa 1564 - Arcetri 1642) fu un fisico e filosofo della natura. Figlio maggiore di Vincenzo, musicista e teorico della musica e di Giulia Ammannati, trascorse la sua infanzia tra Pisa e Firenze (dal 1574). Sebbene non conseguì mai alcun titolo universitario fu uno straordinario studioso, pubblicando da giovanissimo scritti sulla determinazione dei baricenti (Theoremata circa centrum gravitatis solido rum), il breve trattato La Bilancetta (1586). Nel 1589, gli venne assegnata la cattedra di matematica a Pisa e nel 1592 a Padova.

Il suo nome è legato allo studio della caduta dei solidi, del galleggiamento dei corpi, del pendolo e al perfezionamento dell’uso del cannocchiale, con il quale a partire dal 1610, iniziò a studiare il cielo.

Le sue osservazioni avrebbero rivoluzionato l'astronomia. Sua opera maggiore fu il Dialogo sopra i due massimi sistemi, completato nel 1630, studio mastodontico diviso in quattro giornate che contiene tutte le sue teorie innovative sul sistema eliocentrico e sui movimenti terrestri. Il Dialogo andò alle stampe nel giugno 1631 e uscì nel febbraio 1632. Nell'estate del 1632, Urbano VIII diede ordine di controllare la regolarità delle autorizzazioni del Dialogo dalle quali emerse che Galileo trasgredì un ordine formale del Santo Uffizio.

Convocato a Roma, il 13 febbraio 1633 smentì, ma venne giudicato colpevole dal Santo Uffizio. La mattina del 22 giugno 1633 ritrattò, ma dovette ugualmente trascorrere un periodo di residenza coatta presso il palazzo arcivescovile in Siena, ospitato dal cardinale Piccolomini. Nel dicembre 1633 tornò ad Arcetri, ove trascorse gli ultimi anni della sua vita in stato di dimora vigilata. Perse la vista nel 1638. Negli ultimi anni della vita lavorò ai Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica ed ai movimenti locali, pubblicato in Olanda (in Italia vigeva per Galileo il veto della Chiesa) nel 1638. Morì ad Arcetri l'8 gennaio 1642.